Google

giovedì 28 febbraio 2008

Elio e le storie tese - Parco sempione



La nuova song di Elio è di un psichedelico più bello del solito e per giunta c'è la partecipazione di quel genio di Maccio Capatonda!!!


Ma secondo voi Elio quanti acidi si prende al giorno??? :)

mercoledì 27 febbraio 2008

Benny Hill!!!!




Chi non si ricorda il mitico Benny Hill!!!!!
Quanti pomeriggio passati a ridere guardandolo....
I bei tempi di una volta, fortuna che c'è Youtube che ci permette di vederli e rivederli.

Belli. Bravi. Bis.



Questo post è frutto della nostalgia canaglia.

lunedì 25 febbraio 2008

la miglior battuta sulle bionde!!!



Correte a leggerla qui!

domenica 24 febbraio 2008

No mercy




Come si può facilmente notare questa settimana sono stato alquanto assente causa allocamento su nuovo progetto e viaggio di lavoro a Torino. Quindi dormito poco e lavorato troppo.
E per giunta mi aspetta una bella settimana sicuramente più intensa di questa passata.

No mercy...


P.S. Ma quanto è bella la nuova canzone dei neri per caso con il buon Mario Biondi?

sabato 16 febbraio 2008

[Recensione] 30 giorni di buio




Un film tutto sommato niente male. Scenografia fotografia ottima.
Sfortunatamente le varie recitazioni non è che sono state il massimo, soprattutto dello sceriffo protagonista.

Un'altra nota di demerito non c'è la completa aderenza col fumetto. Perchè? Non lo sapremo mai...

Lascio spazio alla recensione:

Alaska, uno dei villaggi più a nord del mondo, dove ogni anno, per trenta giorni, il sole non si leva. Un gruppo di vampiri ne approfitterà per attaccare gli abitanti, decimandoli e costringendo i superstiti a una terribile lotta per la sopravvivenza, nel buio e nella neve.
30 giorni di buio si basa sull'avvincente idea di ambientarsi in un villaggio isolato nella notte, con un gioco di cromatismi sul bianco della neve e il rosso del sangue. Un'estetica reduce dalla commistione tra il fumetto da cui è tratto e i videoclip che il regista David Slade ha nel curriculum, permette uno svolgimento senza intoppi, almeno nella prima parte del film. I vampiri hanno un certo charme dovuto più che altro al look curiosamente metropolitano (non si capisce perché indossino cappotti e gessati scuri, ma il risultato non stona), e paiono una reinterpretazione malefica degli abitanti del villaggio. Sono invece questi ultimi ad essere particolarmente mal riusciti, imbambolati di fronte a una situazione che richiederebbe un po' di vigore, costretti a mozzare teste con le accette (al buio non si va troppo per il sottile cercando di colpire il cuore o amenità simili) e impegnati a trovare tutti i modi più idioti per mettersi nei pasticci: il che fa rimpiangere il divertente Feast (purtroppo mai uscito in Italia) parodia di serie B, esagerata ed efficace del genere survival. I dialoghi sono d'altronde di tale inutilità, da ottenere un singolare effetto di straniamento: lo spettatore ne sa sempre più dei personaggi e questi sembrano non credere molto alla storia che si raccontano, quasi coscienti del loro ruolo di finzione.
30 giorni di buio è uno di quegli horror che scorrono rapidamente senza lasciare troppe tracce, si lasciano guardare e anche dimenticare piuttosto in fretta.

martedì 12 febbraio 2008

Super Obama Barack





No Comment :O

lunedì 4 febbraio 2008

Leny Kravitz - I'll be waiting




Il ritorno di Lenny Kravitz in pompa magna!!!

Buon ascolto.

domenica 3 febbraio 2008

Ricorda che Gesù ti ama

sabato 2 febbraio 2008

[Recensione] Cloverfield



Visto ieri sera. In effetti un buon film catastrofico. Molto reale grazie anche all'uso della telecamera amatoriale.
Lascio lo spazio ad una recensione:

New York, una sera come tante altre. Un gruppo di amici organizza una festa a sorpresa, tutto sembra tranquillo, finché un boato fa tremare le pareti della casa in cui si svolge il party ed il cielo si illumina a causa di forti esplosioni. Non è un terremoto, né un attentato ma qualcosa di molto meno prevedibile… Colossale operazione di marketing o filmincredibilmente innovativo? Per mesi, e per la prima volta, in un mondo nel quale le notizie e le indiscrezioni viaggiano alla velocità della luce, una fitta coltre di nebbia ha avvolto il progetto Cloverfield e già il fatto che ben poche informazioni siano trapelate dal fortino costruito da J.J. Abrams e da Matt Reeves (il vero regista del film, elemento di cui in molti tendono a dimenticarsi) è da considerarsi un mezzo miracolo. Altrettanto sorprendente è il fatto che, alla prova dei fatti, Cloverfield dimostri un tasso di innovazione sensibilmente superiore alla stragrande maggioranza dei concorrenti . È un "disaster-movie", certo, ovvero appartiene ad un genere vecchio come il cinema, ma nei suoi 74 minuti di durata offre sufficienti sorprese e idee per garantirsi un piccolo spazio nella storia della settima arte. L'idea di girare l'intero film con la camera a mano, che segue i protagonisti minuto per minuto alla scoperta della catastrofe che avviene sotto i loro occhi ma di cui essi stessi si rendono conto poco per volta, è davvero azzeccata. Una scelta così radicale è rischiosa, ma il senso di immedesimazione ottenuto è totale, con annessi vantaggi (l'effetto sorpresa è davvero tale) e svantaggi (le oscillazioni della camera rischiano a volte di dare il voltastomaco). Dopo un inizio alla camomilla, utile per introdurre i protagonisti, il ritmo cresce a velocità vertiginose: i realizzatori però giocano col pubblico, nascondono le carte, celano nell'oscurità i mostri e lasciano la porta aperta alla fantasia e all'immaginazione dei fans. Se non fosse un film infatti, Cloverfield sarebbe un perfetto episodio "pilota" per una serie televisiva di successo, caratterizzata, magari, da una sceneggiatura con moltissimi colpi di scena (ogni riferimento a Lost non è puramente casuale).
La presenza di un cast di nomi poco noti segue la linea di basso profilo scelta dal regista e l'identificazione in uno dei partecipanti alla festa che passa dalla gioia all'incubo ne trae giovamento. La messa in scena è asciutta ed essenziale e la brevità del film permette il quasi azzeramento dei tempi morti. In un momento nel quale agli incassi che arrivano copiosi spesso non corrispondono pellicole davvero meritevoli di ottenerli, Cloverfield dà una salutare scossa a un genere che da troppo tempo cristallizzato e schiavo degli effetti speciali: se a questo primo passo, altri ne seguiranno, solo il tempo darà risposta.


Consigliato!!